Chiariamolo subito:

  • Non esiste alcuna ragione scientifica per pensare che aver preso la malattia COVID-19 o aver effettuato la vaccinazione contro il coronavirus siano in qualche maniera legati ad un problema di fertilità.
  • Non c’è alcun dato epidemiologico, né tra i guariti dall’infezione, né tra i soggetti vaccinati che possa sostenere questa ipotesi.
  • Non c’è neppure alcun dato proveniente dalla ricerca di base che lasci pensare che la vaccinazione possa in qualche maniera creare disturbi nella sfera riproduttiva, né nell’uomo nella donna.

Non c’è niente di niente che faccia pensare che vaccinarsi contro il SARS-CoV-2 possa creare qualche problema di fertilità.

Tuttavia sta girando insistentemente da mesi prima a livello internazionale e più recentemente anche in Italia, una bufala secondo cui le donne in età fertile non dovrebbero fare la vaccinazione contro la COVID-19, oppure dovrebbero ritardarla, perché il vaccino potrebbe causare dei problemi di infertilità.

Come sempre accade, è anche difficile riuscire a capire da dove queste false notizie abbiano avuto origine. Probabilmente un ruolo importante l’ha avuto la pubblicazione sui social network delle ipotesi di un epidemiologo tedesco e di un ex dipendente Pfizer (ex nel senso che aveva lavorato nella azienda 10 anni fa, niente a che fare con la pandemia o con lo sviluppo del vaccino), già noti per il sostegno a teorie antiscientifiche e cospirazioniste.

 

L’ipotesi di partenza (del tutto campata in aria) era che la proteina chiamata sincitina-1, una componente importante della placenta nei mammiferi, avesse una parte della sequenza genetica simile a quella della proteina S (Spike) del SARS-CoV-2, contro la quale sono indirizzati i vaccini. Secondo questa ipotesi, se il vaccino fa sì che il corpo produca anticorpi contro la proteina spike, gli stessi anticorpi potrebbero colpire la sincitina-1 nelle donne, scambiandola per una proteina virale e rendendole sterili.

Per fortuna questa ipotesi è completamente senza senso per diversi motivi:

  • Intanto la proteina Spike del SARS-CoV-2 è completamente diversa dalla sincitina-1 umana.
  • Su una sequenza di 1273 aminoacidi (cioè tutta la lunghezza della sincitina-1), soltanto una piccola porzione di 5 aminoacidi consecutivi è uguale ad una sequenza della proteina S.
  • Nel corpo umano esistono migliaia di proteine che hanno sequenze di 5 aminoacidi uguali tra di loro e a comune con la proteina S del coronavirus: il collagene, l’actina, l’emoglobina. Perché mai dovrebbe essere un problema proprio della sincitina-1? E ovviamente non c’è nessuna segnalazione di autoimmunità coi vaccini anti COVID-19 per nessuna di queste proteine.
  • Nelle donne guarite da COVID-19 fino ad ora, non c’è stata alcuna segnalazione di diminuita fertilità.
  • Nelle donne in età fertile vaccinate fino ad ora, non c’è stata alcuna segnalazione di diminuita fertilità.
  • Negli studi clinici fatti sui vaccini prima della commercializzazione, non c’è stata alcuna diminuzione della fertilità, anzi 23 donne nel primo trial Pfizer sono rimaste incinte e l’unico aborto spontaneo è avvenuto nel gruppo che aveva ricevuto il placebo.

Sembra quindi evidente che quella della infertilità sia l’ennesima bufala sui vaccini anti COVID-19, i quali sembrano al momento particolarmente efficaci e sicuri in ogni fascia di età e, per quel che ne sappiamo oggi, anche durante la gravidanza e l’allattamento.

Come è abitudine fare per tutti i farmaci e vaccini di recente immissione in commercio, non appena comincerà la campagna vaccinale anche nelle donne in età fertile o in gravidanza sarà di fondamentale importanza monitorare la sicurezza e portare avanti campagne di farmacovigilanza, come sta già avvenendo nelle altre fasce di età.

 

Per approfondimenti:

Comments (1)

  1. Pingback: Vaccino anti-COVID19 in gravidanza e allattamento – PhármacoLόgos

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