Fitovigilanza online per la sicurezza nell’uso delle piante

The use of complementary and alternative medicine (CAM) is steadily increasing. A recent systematic review revealed that the average prevalence of CAM use by physicians in the UK was 20.6% (range 12.1–32%). Unfortunately, consumers and healthcare-givers often ignore important problems such as herbal–drug interference and side effects, or simply the uselessness of various herbal extracts

Una epidemia di epatiti da prodotti vegetali?

L’insufficienza epatica derivante dall’uso di farmaci convenzionali è ampiamente riconosciuta, ma esiste una scarsa consapevolezza del potenziale epatotossico di alcuni farmaci a base di erbe. Negli ultimi anni vi è stato un ricorso sempre maggiore ai farmaci a base di erbe, sia nei pazienti che negli operatori sanitari. Alcune erbe sono ben note per la

Ripartire dall’orecchio

Articolo di Fabio Di Todaro con intervista al dott. Alfredo Vannacci, su La Stampa del 27.03.2013. Scarica l’articolo La Stampa – Tutto Scienze in pdf Tutto sta nell’immaginare il nostro corpo come un frattale: ciò che vediamo nella dimensione intera, può essere rappresentato in scala in un piccolo organo. Così anche l’orecchio, nonostante le sue

<!--:it-->Sette tazze fumanti per un inverno di salute<!--:-->

Articolo di Sara Gandolfi con intervista al dott. Alfredo Vannacci, sul Corriere della Sera SETTE del 07.12.2012. Scarica il pdf dell’articolo Vannacci – Tisane. Sette CdS Zenzero o cannella contro nausea e influenza, camomilla per lo stomaco e il tè verde fa bene a tutto: è tempo di tisana MA SE È IN CORSO UNA

Interazioni tra anticoagulanti e integratori vegetali

Fitoterapici e sanguinamento

Fitoterapici e sanguinamento

A cura di Alfredo Vannacci, Eugenia Gallo – Unità di farmacoepidemiologia, farmacovigilanza e fitovigilanza, Università degli Studi di Firenze.

Le interazioni farmacologiche tra erbe ed anticoagulanti orali rappresentano un significativo rischio per la salute dei paziente in terapia anticoagulante a causa di potenziali eventi avversi che potrebbero verificarsi, tra cui emorragie e complicanze tromboemboliche. Le più recenti revisioni della letteratura scientifica hanno più volte sottolineato le prove disponibili per numerose interazioni tra anticoagulanti orali e integratori dietetici a base di sostanze vegetali. Malgrado ciò, diverse indagini hanno dimostrato un tasso relativamente alto di utilizzo di prodotti a base di erbe, dal 17% al 27%, tra i pazienti trattati con anticoagulanti orali.

Una recente valutazione del database delle segnalazioni di sospetta reazione avversa ai prodotti di origine naturale dell’Istituto Superiore di Sanità condotta dal nostro gruppo, ha permesso di identificare la presenza di numerose segnalazioni di interazioni tra anticoagulanti orali e prodotti a base di piante officinali.

Rischi dei prodotti naturali per perdere peso

Dimagrire con prodotti naturali

Prodotti naturali per perdere peso

A cura di Alfredo Vannacci, Loreta Longo, Eugenia Gallo – Unità di farmacoepidemiologia, farmacovigilanza e fitovigilanza, Università degli Studi di Firenze – Ripubblicato da Focus Farmacovigilanza di Marzo 2011

Una recente indagine [1] condotta sul database delle segnalazioni di reazioni avverse a prodotti di origine naturale dell’Istituto Superiore di Sanità, ha identificato nel periodo 2002-2010 42 segnalazioni per prodotti utilizzati per perdere peso (il 12,1% del totale), con reazioni prevalentemente a carico dell’apparato cardiovascolare (26%), della cute (17%), dell’apparato digerente (17%), del sistema nervoso centrale (17%), del fegato (13%) e di altri organi (9%) tra cui reni, tiroide e pancreas. E’ interessante sottolineare come la maggior parte dei prodotti contenesse un alto numero di componenti (oltre 9) e circa la metà delle reazioni sia stata classificata come grave, avendo spesso causato l’ospedalizzazione del paziente.

Medicine alternative? Per l’Università di Firenze Agopuntura e Fitoterapia basate sulle prove

Niente maghi, solo ricerca scientifica. L’ Università di Firenze ribadisce che agopuntura, fitoterapia e medicina manuale sono discipline solide, competenze che vengono trasferite anche in un moderno Master post-laurea. Firenze 28 Aprile 2011 – L’autorevolezza di Silvio Garattini e lo spessore del suo impegno scientifico portano a considerare che talune affermazioni riportate dalla stampa rappresentino

Fitoterapia e Farmaci

Attenti alle erbe Articolo di Valentina Murelli L’Espresso, 24.02.2011 pag 129 Prima cosa da fare se state assumendo anticoagulanti orali e, allo stesso tempo, prodotti a base di erbe: avvertite subito il medico. Può darsi che le erbe siano innocue, ma può anche succedere che interagiscano con i farmaci, riducendo o potenziando l’effetto anticoagulante. È

Fertilità, fecondazione e agopuntura

Agopuntura e fecondazione

Agopuntura e fecondazione assistita

Con il termine infertilità si fa riferimento all’incapacità di una coppia a intraprendere e portare a termine una gravidanza, usando in genere come criterio temporale almeno un anno di rapporti sessuali non protetti. Le cause dell’infertilità di coppia possono essere sia a carico del partner femminile che di quello maschile, oppure ricadere nel campo dei disturbi “funzionali” (senza una causa organica riconoscibile) o della infertilità psicogena. Per quanto attiene alla possibilità di trattamento con agopuntura, è evidente che le condizioni caratterizzate da malformazioni uterine, neformazioni (fibromi) o patologia occlusiva delle tube (stenosi, infezioni o endometriosi), difficilmente potranno giovarsi di questo trattamento. Al contrario tutte le condizioni caratterizzate da patologie funzionali, alterazioni ormonali, problematiche ovulatorie o alterazioni degli spermatozoi (specialmente quantitative) potranno essere affrontate con agopuntura ed eventualmente fitoterapia, anche se con prospettive di successo variabili da caso a caso.

Plica Auricolare e malattie cardiache

Ricercatori fiorentini protagonisti in Europa. Nella forma dell’orecchio la spia dell’infarto.

Lucenteforte et al - Ear lobe crease meta-analysisLa prova scientifica presentata da ricercatori dell’Ateneo fiorentino al congresso europeo di Medicina Integrativa svoltosi a Berlino. Dalla moderna ricerca nuove informazioni sull’efficacia dei trattamenti tradizionali: l’antica medicina cinese si apprende a Firenze in un nuovo Master Universitario.

Ne dà notizia il farmacologo Alfredo Vannacci, medico esperto in Agopuntura e Medicina Tradizionale Cinese dell’Università di Firenze: “Fin qui era solo l’intuizione di alcuni cardiologi”, spiega, “Adesso possiamo dirlo con certezza: i portatori di un particolare segno sull’orecchio, una piega del lobo, sono più esposti alle malattie cardiache. Un fenomeno che abbiamo potuto studiare e confermare con metodi e approcci scientifici”.

Tè verde: bevanda, integratore o farmaco?

Il tè verde è una bevanda utilizzata in Medicina Tradizionale Cinese da millenni per le sue proprietà salutistiche.

Tè verde

Tè verde

Alle attività tradizionali, la moderna ricerca preclinica e clinica ha aggiunto numerosi dati epidemiologici e di laboratorio che confermano l’interessante profilo di efficacia dell’infuso di foglie fresche o secche di Camellia sinensis, non tostate né fermentate, noto in Cina col nome di lu cha.

La storia del tè

Esistono molte leggende che narrano la scoperta del tè verde come bevanda, una di queste racconta che Bodhidharma, il leggendario patriarca del buddismo Chan (Zen in giapponese), colui che avrebbe introdotto in Cina questa religione proveniente dall’India, fosse solito meditare all’esterno di un monastero. Un giorno, avendo ceduto al sonno durante la sua meditazione, si strappò le palpebre, in modo da costringersi a restare sveglio e nel luogo dove le aveva gettate nacque la prima pianta del tè. La leggenda è significativa perché sottolinea una delle attività principali di questa bevanda, ovvero la sua proprietà stimolante, in grado di aumentare la capacità di mantenere l’attenzione.

Agopuntura e cefalea

L’agopuntura è una metodica terapeutica ampiamente utilizzata per trattare il mal di testa (cefalea), sia in occidente che in oriente.

Le dimostrazioni di efficacia dell’agopuntura in questa indicazione sono numerose e, sebbene alcuni studi avessero in passato mostrato risultati contrastanti, due recenti pubblicazioni ne sostengono fortemente l’utilizzo per il trattamento dell’emicrania e della cefalea di tipo tensivo. Sono state infatti recentemente condotte due importanti revisioni sistematiche, pubblicate su The Cochrane Library 2009-1, ad opera di un gruppo internazionale coordinato dall’epidemiologo tedesco Klaus Linde.

Emicrania

Agopuntura e emicrania

Agopuntura e emicrania

I pazienti affetti da emicrania riferiscono un dolore intenso della durata variabile da alcune ore a pochi giorni, localizzato in genere a un solo lato della testa, spesso accompagnato da senso di nausea, fotofobia e fonofobia (cioè avversione nei confronti di luci e suoni) o dolore che peggiora col movimento. In circa un terzo dei casi l’emicrania è associata al fenomeno dell’aura, ovvero visione di lampi luminosi, o forme geometriche, a volte associati a debolezza, formicolii, difficoltà nel linguaggio e vertigini.

Seminario Oncologia Integrativa

Integrative Oncology - Cassileth, Vannacci, Firenzuoli

B. Cassileth, A. Vannacci, F. Firenzuoli

Questa mattina, nell’Aula Magna della Presidenza della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Firenze, si è tenuto il seminario “Integrative Oncology” tenuto dalla prof.ssa Barrie Cassileth, direttrice del centro di Oncologia Integrativa del Memorial Sloan-Kettering Cancer Center di New York, ospite del Preside della Facoltà, prof Gian Franco Gensini e del Direttore dell’Istituto Toscano Tumori Prof Lucio Luzzatto.

“Siamo molto onorati di poter collaborare con la prof.ssa Cassileth” ha detto il Prof Alessandro Mugelli, ordinario di Farmacologia e moderatore dell’evento “una ricercatrice, una organizzatrice di servizi e una didatta di assoluta eccellenza mondiale. Gli studi che ha coordinato fino ad oggi e di cui ci ha parlato nel suo intervento mostrano come le medicine integrative possano mettersi utilmente al servizio del paziente oncologico, al fianco delle terapie convenzionali, migliorando la qualità della vita e in alcuni casi prolungando la sua sopravvivenza.”

Consigli per un uso sicuro dei fitoterapici

La sicurezza dei fitoterapici. Articolo su Repubblica 02/06/2010 Intervista di Alessandra Retico al dott. Alfredo Vannacci, ricercatore del centro di Farmacovigilanza dell’Università di Firenze, su Repubblica del 02/06/10. “Bisogna consultare sempre un bravo medico. Perché i principi di queste sostanze possono anche essere dannosi.” ROMA – «Attenzione a erbe e integratori “contaminati” dai farmaci, controllare

Riso rosso, ipercolesterolemia e danni muscolari

Riso rosso fermentato - Monascus purpureus

Riso rosso fermentato Monascus purpureus

Recentemente alcuni prodotti naturali sono stati proposti per il controllo dell’ipercolesterolemia. In particolare, tra le varie sostanze presenti sul mercato, una posizione di primo piano è coperta dal riso rosso fermentato. Si tratta di riso comune (Oryza sativa) fermentato con Monascus purpureus, un micete in grado di produrre tra le altre cose una sostanza nota come monacolina K, chimicamente indistinguibile dalla lovastatina, una delle molecole di sintesi utilizzate farmacologicamente per abbassare il colesterolo.

Pertanto, per quanto il prodotto possa essere considerato a stretto rigore “naturale”, i principi attivi in esso contenuti non sono molto diversi dai farmaci ed in alcuni casi ne presentano anche i tipici effetti collaterali. In particolare non è da escludere la possibilità che il prodotto possa indurre danni al fegato e ai muscoli, sebbene raramente, come accade con le statine. Il rischio è relativamente basso, ma sono presenti diverse segnalazioni nella letteratura medica,  le ultime delle quali, pubblicate sul British Journal of Clinical Pharmacology provengono dal nostro gruppo di ricerca.

Elisir col trucco

Elisir col Trucco - Espresso Dic.09

Elisir col Trucco – Espresso Dic.09

Intervista di Valentina Murelli al dott. Alfredo Vannacci nell’ambito dell’articolo “La Medicina è Dolce”, L’Espresso 29.12.09

Il passaparola gli aveva garantito un enorme successo. Chi lo prendeva per abbassare la pressione otteneva in genere ottimi risultati. Parliamo di un liquore a base vegetale contenente olivo, biancospino, fumaria e borsa del pastore, venduto come coadiuvante per la terapia dell’ipertensione. Un rimedio che funzionava pure troppo rispetto alla composizione e che in alcuni casi ha provocato effetti collaterali importanti. «Quando abbiamo analizzato alcuni lotti del prodotto abbiamo scoperto che contenevano reserpina, una sostanza che è sì di origine vegetale, ma è registrata come farmaco», racconta il medico tossicologo Alfredo Vannacci dell’Unità di Farmacovigilanza dell’Università di Firenze.
La pianta da cui è estratta la reserpina (Rauvolfia serpentina) sta nell’elenco
di piante di cui è vietato l’uso in integratori alimentari. «Dopo la segnalazione, i tecnici del Ministero della salute hanno rilevato che l’etichetta del prodotto da loro registrata conteneva una pianta in più rispetto a quella presente sulle boccette in commercio: la Dissolena verticillata, che non compare tra le piante vietate, e che non conoscevamo», ricorda Vannacci. Si è poi scoperto che si trattava di un’antica denominazione della stessa Rauvolfia. Insomma, la pianta era stata dichiarata (al Ministero e non in etichetta), ma con un un nome desueto che le aveva permesso di sfuggire ai controlli. Da aprile il prodotto è sul mercato con una nuova formulazione con vischio quercino al posto della Rauvolfia, che sembra però meno efficace di un tempo, almeno secondo i commenti degli utilizzatori su alcuni forum online.