Agopuntura

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Agopuntura auricolare

Agopuntura auricolare

Articolo di Fabio Di Todaro con intervista al dott. Alfredo Vannacci, su La Stampa del 27.03.2013. Scarica l’articolo La Stampa – Tutto Scienze in pdf

Tutto sta nell’immaginare il nostro corpo come un frattale: ciò che vediamo nella dimensione intera, può essere rappresentato in scala in un piccolo organo. Così anche l’orecchio, nonostante le sue ridotte dimensioni, può sintetizzare in una mappa densa l’intero corpo umano. È il principio alla base dell’auricoloterapia, pratica di medicina integrativa già utilizzata da greci ed egiziani, ma validata scientificamente soltanto negli anni’50, da un medico francese: Paul Nogier.

Fu lui, infatti, a riconoscerla come un’efficace disciplina diagnostica e terapeutica, dopo aver osservato che alcuni pazienti corsi presentavano delle cauterizzazioni del padiglione auricolare, utilizzato come una zona riflessa per curare mal di schiena e sciatalgie. In sintesi: ogni punto del padiglione auricolare forma un minuscolo complesso neurovascolare attraverso il quale avviene un continuo scambio di informazioni tra orecchio, cervello e organi. E ogni punto del corpo possiede una corrispondenza nell’orecchio. “A differenza della riflessologia plantare, l’auricoloterapia ha un ampio sostegno neurofisiologico ed è riconosciuta dall’Organizzazione mondiale della Sanità – spiega Alfredo Vannacci, responsabile ricerca e didattica del centro di medicina integrativa dell’università di Firenze -. L’orecchio non è suddiviso in punti, ma in zone: dalla loro stimolazione è possibile individuare i punti dolenti, per poi alleviarne i sintomi”.

L’orecchio, in pratica, diventa uno specchio della patologia in atto. La stimolazione avviene con dei bastoncini con la punta di metallo o strofinando degli elettrodi attraverso cui si misura poi l’impedenza: il punto è considerato attivo quando il paziente registra dolore e se la resistenza è minore. Inquadrata la diagnosi, si passa alla fase terapeutica. I procedimenti utilizzati per la cura dei disturbi sono l’agopuntura e la stimolazione con cerotti a cui sono legati i semi di vaccaria, una pianta che cresce sopratutto in Cina e in Europa meridionale. “La pratica si è rivelata efficace nella cura dei dolori muscolo-scheletrici, della cefalea, dell’emicrania dell’ansia, dell’insonnia e dei disturbi dell’umore”. Questi sono i principali campi di applicazione.

Lo scopo non è eradicare la causa del malessere, ma attutirne gli effetti. Studi preliminari di efficacia sono già stati compiuti con pazienti infertili o affette da dismenorrea (il ciclo mestruale è doloroso). Buoni riscontri sono stati ottenuti anche nella cura del dolore nella nevralgia posterpetica, complicanza più frequente del virus herpes-zoster. L’auricoloterapia è utilizzata anche per l’analgesia dei disturbi del tubo digerente che hanno una matrice nervosa: colon irritabile, reflusso gastroesofageo, nausea e stipsi. La metodica è citata anche tra le metodiche utili per smettere di fumare. “A patto, però, che l’individuo sia fortemente motivato. Altrimenti non sarà di certo l’agopuntura auricolare a fargli abbandonare le sigarette”, chiarisce Vannacci.

L’auricoloterapia è adottata una o due volte alla settimana. I punti da manipolare sono tutti sull’orecchio esterno: il micromassaggio effettuato con le dita provoca un’azione riflessa su un organo o un plesso, con conseguente sensazione di benessere che si irradia nel corpo di chi riceve il trattamento. A differenza della riflessologia plantare, che vede in ogni punto della pianta del piede la rappresentazione di un distretto del corpo, nell’auricoloterapia non è così facile stilare una mappa universale. Alcune zone, infatti, risultano attive soltanto nel corso della malattia. Così come due patologie diverse possono “accendere” le stesse zone: è quel che è stato dimostrato per la cefalea e per l’insonnia.

Twitter @fabioditodaro

Agopuntura, maghi e fattucchiere

Agopuntura, maghi e fattucchiere

Niente maghi, solo ricerca scientifica. L’ Università di Firenze ribadisce che agopuntura, fitoterapia e medicina manuale sono discipline solide, competenze che vengono trasferite anche in un moderno Master post-laurea.

Firenze 28 Aprile 2011 – L’autorevolezza di Silvio Garattini e lo spessore del suo impegno scientifico portano a considerare che talune affermazioni riportate dalla stampa rappresentino una inesatta semplificazione del suo pensiero, in particolare quando si riferisce a discipline non convenzionali che non avrebbero prove di efficacia al punto da poter essere equiparate all’intervento di maghi e fattucchiere.

“Non può essere ignorata una produzione di centinaia di lavori scientifici di qualità relativi all’agopuntura” sostiene il dott Alfredo Vannacci, ricercatore in Farmacologia e responsabile scientifico dell’indirizzo in Agopuntura e Medicina Tradizionale Cinese del Master in Medicina Naturale dell’Università di Firenze. “Basti pensare che vengono inseriti nel database Medline (la più importante banca dati di Medicina) circa 800 nuovi lavori l’anno. Esistono centinaia di lavori clinici, decine di studi randomizzati e controllati e decine di revisioni e metanalisi che provano l’efficacia dell’agopuntura in numerose indicazioni, in particolare nel settore della terapia del dolore.”

“Ugualmente dicasi per la fitoterapia” aggiunge il dott. Fabio Firenzuoli, responsabile del Centro di Riferimento per la Fitoterapia della Regione Toscana e docente all’Università di Firenze: “In Medline esistono oltre 50.000 ricerche pubblicate sulle piante medicinali e la fitoterapia, con centinaia di studi clinici, revisioni sistematiche della letteratura e metanalisi, comprese molte della Cochrane Collaboration. I dati sono pubblici e tutti possono verificarli”.

Anche l’ipotesi che l’agopuntura possa avere alcuni effetti, ma di scarso rilievo paragonabili al placebo, non è accettata dai ricercatori fiorentini “Ovviamente gli effetti sono differenti nelle differenti patologie – continua il dott Vannacci – ma la ricerca scientifica ha mostrato chiaramente come l’agopuntura sia decisamente superiore al placebo, e in alcuni casi anche ai farmaci convenzionali, in diverse indicazioni: dolori muscolo-scheletrici, cefalea muscolo-tensiva e soprattutto lombalgia. La solidità di questa tecnica terapeutica è suffragata da pubblicazioni sulle più importanti riviste di medicina, come Pain, Archives of Internal Medicine, nonché nella Cochrane Library, solo per citarne alcune.”

Anche relativamente ai prodotti utilizzati, i ricercatori tengono a fare una precisazione: “In fitoterapia si utilizzano medicinali vegetali, ben regolamentati da norme italiane ed europee, sia in forma di specialità registrate con tanto di autorizzazione all’immissione in commercio, sia in forma di galenici, per i quali esiste una specifica normativa” continua Firenzuoli “e i pazienti devono sapere che la loro qualità, sicurezza ed efficacia sono garantite come per i farmaci di sintesi, come conferma anche nel suo sito web lo stesso Ministero della Salute. Gli integratori cui probabilmente si riferiva il professor Garattini sono un’altra cosa”.

“Del resto” afferma il Prof Gian Franco Gensini, Preside della Facoltà di Medicina dell’ Università di Firenze, “è la stessa Conferenza dei Presidi delle Facoltà di Medicina e Chirurgia, con uno specifico documento elaborato ad Alghero nel 2004, che si è espressa indicando necessario durante il corso di laurea in Medicina, l’insegnamento di quelle discipline per le quali esistano prove di efficacia, come l’Agopuntura, la Fitoterapia e la Medicina Manuale. L’Università di Firenze ha già provveduto ad integrare alcuni corsi con nozioni di base agli studenti del 5° e 6° anno di Medicina e la possibilità di un Master specifico post-laurea per chi vuole acquisire competenze specifiche in Fitoterapia, Agopuntura e Medicina Manuale (www.medicinaintegrativa.it).

“Una ulteriore garanzia per la salute pubblica, dice il Prof. Alessandro Mugelli, direttore del Dipartimento di Farmacologia dell’ Università di Firenze ” è data dal fatto che il nostro Ateneo, come la Regione Toscana, e lo stesso Istituto Superiore di Sanità, hanno attivo uno specifico programma di vigilanza diretto a valutare la sicurezza dei prodotti naturali”. La Regione Toscana infine ha regolamentato con un’apposita legge alcune di queste discipline proprio a tutela della salute pubblica, offrendole ai propri assistiti nell’ambito del Servizio Sanitario Regionale.

L’attenzione alla sicurezza dei cittadini, alla qualità delle cure ed al rigore scientifico dell’assistenza e della ricerca è anche confermata dal fatto che la Regione Toscana e l’Ateneo fiorentino nel 2012 saranno tra gli organizzatori di uno dei più importanti eventi scientifici internazionali del settore: il V Congresso Europeo di Medicina Integrativa (European Congress on Integrative Medicine – ECIM 2012) che si terrà proprio a Firenze, grazie alla collaborazione stabilita negli anni tra le strutture toscane e l’Università Charitè di Berlino, ente promotore dell’iniziativa.
Conclude il prof Gensini “La medicina clinica rappresenta un insieme assai articolato, ma un fattore unificante fondamentale è la presenza di prove di efficacia per i diversi interventi terapeutici. La posizione dichiarata della Regione Toscana è quella di basare le sue decisioni sulle dimostrazioni di efficacia. La disponibilità di interventi di comprovata efficacia in determinati contesti rappresenta la base della medicina integrata che la Regione sostiene, offrendo ai cittadini la combinazione appropriata fra trattamenti.”
Niente maghi e fattucchiere quindi, ma integrazione di terapie efficaci, spesso sinergiche come nel caso degli approcci combinati alla terapia del dolore.

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Agopuntura e fecondazione

Agopuntura e fecondazione assistita

Con il termine infertilità si fa riferimento all’incapacità di una coppia a intraprendere e portare a termine una gravidanza, usando in genere come criterio temporale almeno un anno di rapporti sessuali non protetti. Le cause dell’infertilità di coppia possono essere sia a carico del partner femminile che di quello maschile, oppure ricadere nel campo dei disturbi “funzionali” (senza una causa organica riconoscibile) o della infertilità psicogena. Per quanto attiene alla possibilità di trattamento con agopuntura, è evidente che le condizioni caratterizzate da malformazioni uterine, neformazioni (fibromi) o patologia occlusiva delle tube (stenosi, infezioni o endometriosi), difficilmente potranno giovarsi di questo trattamento. Al contrario tutte le condizioni caratterizzate da patologie funzionali, alterazioni ormonali, problematiche ovulatorie o alterazioni degli spermatozoi (specialmente quantitative) potranno essere affrontate con agopuntura ed eventualmente fitoterapia, anche se con prospettive di successo variabili da caso a caso.

La ricerca clinica in agopuntura Nel caso dell’applicazione dell’agopuntura tradizionale cinese nel campo della riproduzione, la letteratura medica mette a disposizione numerosi studi nei quali tale approccio si è dimostrato significativamente efficace. Sono stati ad esempio effettuati diversi studi relativamente al trattamento con agopuntura della infertilità maschile con risultati a volte addirittura sorprendenti sul numero e sulla qualità degli spermatozoi (Siterman et al., 2000, Pei et al., 2005), ma ad oggi i risutati più interessanti derivano dalle ricerche sulle tecniche di fecondazione assistita. Recentemente una rivalutazione critica degli studi condotti con agopuntura per aumentare il successo della fecondazione in vitro è stata pubblicata sul British Medical Journal sotto forma di metanalisi. Dall’analisi di lavori condotti su 1366 donne sono emersi risultati significativi e clinicamete rilevanti per l’agopuntura in tutti gli endpoint studiati. In particolare l’utilizzo di agopuntura in associazione alle tecniche di fecondazione assistita si è dimostrata in grado di aumentare significativamente:

  • l’instaurarsi di una gravidanza,
  • la progressione della gravidanza,
  • la nascita di bambini vivi.

Gli autori concludono che globalmente la complementazione del trasferimento degli embrioni con l’agopuntura migliora significativamente l’outcome della fecondazione in vitro con un odds ratio di 1,6 e con un number needed to treat di 10 (Manheimer et al., 2008). In termini pratici ciò significa che chi si sottopone ad una serie di sedute di agopuntura durante il processo di fecondazione assistita (ed in particolare con una o più sedute nella immediata vicinanza dell’embryo transfer) ha una probabilità il 60% superiore di portare a termine una gravidanza con successo rispetto a chi non lo fa; inoltre il number needed to treat di 10 (un parametro assolutamente lusinghiero per qualsiasi trattamento medico in questo settore) indica che è possibile stimare che ogni 10 donne trattate con agopuntura in associazione alla FIVET, si verifica una nascita che non si sarebbe verificata senza l’agopuntura.

Bibliografia

Manheimer E, Zhang G, Udoff L, Haramati A, Langenberg P, Berman B M, Bouter L M. Effects of acupuncture on rates of pregnancy and live birth among women undergoing in vitro fertilisation: systematic review and meta-analysis. BMJ 2008; (336): 545-549. Ng EH, So WS, Gao J, Wong YY, Ho PC. “The role of acupuncture in the management of subfertility.” Fertility and Sterility. July 2008; 90(1):1-13. Pei J, Strehler E, Noss U, Abt M, Piomboni P, Baccetti B, Sterzik K. Quantitative evaluation of spermatozoa ultrastructure after acupuncture treatment for idiopathic male infertility. Fertil Steril 2005; (84): 141-147. Siterman S, Eltes F, Wolfson V, Lederman H, Bartoov B. Does acupuncture treatment affect sperm density in males with very low sperm count? A pilot study. Andrologia 2000; (32): 31-39.

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Ricercatori fiorentini protagonisti in Europa. Nella forma dell’orecchio la spia dell’infarto.

Lucenteforte et al - Ear lobe crease meta-analysisLa prova scientifica presentata da ricercatori dell’Ateneo fiorentino al congresso europeo di Medicina Integrativa svoltosi a Berlino. Dalla moderna ricerca nuove informazioni sull’efficacia dei trattamenti tradizionali: l’antica medicina cinese si apprende a Firenze in un nuovo Master Universitario.

Ne dà notizia il farmacologo Alfredo Vannacci, medico esperto in Agopuntura e Medicina Tradizionale Cinese dell’Università di Firenze: “Fin qui era solo l’intuizione di alcuni cardiologi”, spiega, “Adesso possiamo dirlo con certezza: i portatori di un particolare segno sull’orecchio, una piega del lobo, sono più esposti alle malattie cardiache. Un fenomeno che abbiamo potuto studiare e confermare con metodi e approcci scientifici”.


E’ la più importante delle numerose ricerche che l’ateneo fiorentino ha presentato in questi giorni a Berlino al 3° Congresso Europeo di Medicina Integrativa. Al congresso sono stati esposti anche i primi risultati di un importante progetto di ricerca sulle erbe della Medicina Tradizionale Cinese, coordinato dal dottor Vannacci, che il Ministero della Salute ha affidato all’Università di Firenze, dove da anni si insegna Agopuntura e, da quest’anno, anche l’intero complesso della Medicina Integrativa in un Master aperto a infermieri, farmacisti, erboristi,ostetriche, nutrizionisti, ecc.
Coordinato dai professori Gian Franco Gensini e Pietro Modesti, il master (www.medicinaintegrativa.it) è organizzato in tre indirizzi affidati ad altrettanti specialisti: Fabio Firenzuoli per Fitoterapia Clinica, Pietro Pasquetti per Medicina Manuale e Alfredo Vannacci per Agopuntura e Medicina Tradizionale Cinese .
“Al congresso di Berlino”, spiega quest’ultimo, “abbiamo presentato nove diverse comunicazioni sui risultati delle nostre ricerche. Quella che più ha interessato i colleghi presenti da tutto il mondo è appunto quella sul rapporto tra plica nel lobo dell’orecchio e malattie cardiache. Questo risultato si affianca alle tante importanti evidenze scientifiche che sempre più spesso stanno mostrando quanto sia efficace un’antica medicina come quella cinese”.
Per Firenzuoli, direttore del Centro di riferimento per la Fitoterapia della Regione Toscana ed esperto di Fitovigilanza per l’Istituto Superiore di Santità e la stessa Università di Firenze, è un’ulteriore conferma che anche in medicina è necessario integrare i diversi saperi.
“L’incontro tra metodi tradizionali e moderne discipline della ricerca medica”, spiega, “prevede infatti un continuo scambio di conoscenze, un dialogo serrato, un’interazione per il benessere completo del paziente. Medicina moderna, ricerca scientifica e la più avanzata metodologia epidemiologica devono viaggiare a braccetto nel rispetto dei criteri di efficacia e sicurezza delle cure, in particolare se a base di erbe medicinali, come dimostrato dai lavori presentati a Berlino”.

E’ appunto quanto si insegna a Firenze, da quest’anno anche in modo innovativo: “Il master”, spiega Vannacci, “è strutturato per dare una formazione universitaria con i maggiori esperti nazionali e internazionali, cinesi compresi. Da molti anni ormai i professori dell’Università di Pechino, Facoltà di Agopuntura e Medicina Cinese (Beijing University of Chinese Medicine) sono ospiti del nostro ateneo per alcuni mesi l’anno e tengono lezioni e seminari avanzati di agopuntura, massaggio e fitoterapia. Negli ultimi 4 anni abbiamo sempre inoltre realizzato viaggi di studio a Pechino, anche grazie al contributo della Regione Toscana, da sempre molto sensibile al tema delle Medicine Integrative”.

La città di Firenze quindi, oltre a possedere da tempo strutture sanitarie di riferimento della Regione Toscana e centri clinici e didattici pubblici e privati in Agopuntura, Fitoterapia e Medicina Cinese, è da oggi sede di questo innovativo Master Universitario in Medicina Naturale. Spiega ancora Vannacci: “il nostro Master, aperto a tutti i professionisti della salute (anche non medici) interessati ad approfondire culturalmente le loro conoscenze in questo settore terapeutico, è particolarmente interessante per i medici agopuntori già esperti, formati nelle tante scuole private che da anni portano egregiamente avanti la didattica in Agopuntura nel nostro paese. Gli agopuntori già formati potranno infatti giovarsi più che mai delle lezioni e dei tirocinii dei maestri italiani e cinesi che insegnano nel Master, avendo anche una nuova possibilità di scambio con le altre professionalità che da quest’anno vi partecipano.

“La vera novità”, aggiunge Firenzuoli, “sta proprio nell’averlo aperto sia ai medici che ai vari operatori sanitari, nel nome di un’alleanza tra professionisti della salute: nel rispetto delle competenze, dei limiti di ciascuna professione e per il benessere di quanti scelgono di curarsi con le Medicine Integrative.”

Plica auricolare e malattia coronarica

Plica auricolare e malattia coronaricaOltre la didattica, l’Università di Firenze si distingue quindi per la clinica e la ricerca in Agopuntura, Fitoterapia e Medicina Cinese. Ciò che è emerso in particolare dalle ultime ricerche condotte, è che i portatori di un particolare segno dell’orecchio (una piegatura che decorre dall’incisura intertragica fino al margine del lobo, descritta dall’americano Frank già nel 1973) mostrano un rischio di essere colpiti da patologia delle coronarie oltre tre volte superiore rispetto a chi non presenta questo segno. Spiega ancora Alfredo Vannacci, coordinatore e promotore della ricerca “Per essere precisi il rischio è aumentato di 3,6 volte. La nostra ricerca si è basata su oltre 50 lavori pubblicati in letteratura, nonché sull’esperienza clinica del dott. Marco Romoli, esperto internazionale di agopuntura auricolare e docente del nostro Master, dalle cui osservazioni la ricerca ha preso origine.” Grazie alle competenze statistiche della dott.ssa Lucenteforte, autrice insieme a Romoli e Vannacci del lavoro presentato a Berlino, è stato possibile condurre una meta-analisi di tutti i lavori pubblicati in letteratura nelle diverse lingue (inglese, italiano, tedesco e francese) e giungere ad una conclusione dalla forte significatività statistica.

“Le possibilità che l’associazione sia dovuta al caso” continuano gli autori “è infatti inferiore all’uno per mille. Quello che resta da determinare, e su cui stiamo ancora studiando, sono le condizioni fisiopatologiche che sottostanno a questa associazione.” Conclude Vannacci “ci resta da capire ad esempio se la plica auricolare sia un fattore associato ad altri fattori di rischio già noti (fumo, obesità, diabete etc ) oppure se sia da considerare un fattore di rischio indipendente. In questo caso sarebbe senz’altro un elemento molto più importante dal punto di vista clinico.”

E. Lucenteforte, G. Zagli, M. Romoli, A. Vannacci The diagonal ear lobe crease (Frank’s sign) as a marker of cardiovascular disease. A systematic review European Journal of Integrative Medicine, Volume 2, Issue 4, Pages 208, December 2010

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L’agopuntura è una metodica terapeutica ampiamente utilizzata per trattare il mal di testa (cefalea), sia in occidente che in oriente.

Le dimostrazioni di efficacia dell’agopuntura in questa indicazione sono numerose e, sebbene alcuni studi avessero in passato mostrato risultati contrastanti, due recenti pubblicazioni ne sostengono fortemente l’utilizzo per il trattamento dell’emicrania e della cefalea di tipo tensivo. Sono state infatti recentemente condotte due importanti revisioni sistematiche, pubblicate su The Cochrane Library 2009-1, ad opera di un gruppo internazionale coordinato dall’epidemiologo tedesco Klaus Linde.

Emicrania

Agopuntura e emicrania

Agopuntura e emicrania

I pazienti affetti da emicrania riferiscono un dolore intenso della durata variabile da alcune ore a pochi giorni, localizzato in genere a un solo lato della testa, spesso accompagnato da senso di nausea, fotofobia e fonofobia (cioè avversione nei confronti di luci e suoni) o dolore che peggiora col movimento. In circa un terzo dei casi l’emicrania è associata al fenomeno dell’aura, ovvero visione di lampi luminosi, o forme geometriche, a volte associati a debolezza, formicolii, difficoltà nel linguaggio e vertigini.

La revisione Cochrane pubblicata nel 2009 ha approfondito una precedente analisi dell’efficacia dell’agopuntura nella prevenzione dell’emicrania, già valutata in altre pubblicazioni dello stesso gruppo. In particolare, rispetto all’ultima edizione della review, sono stati valutati 12 nuovi studi clinici, sulla base dei quali gli autori concludono che esiste una solida dimostrazione che l’agopuntura è in grado di migliorare l’assistenza al paziente con emicrania, sia nel trattamento dell’attacco acuto, sia nella prevenzione degli attacchi. Gli studi disponibili indicano che l’agopuntura è altrettanto efficace della terapia farmacologica, se non addirittura più efficace di questa, risultando allo stesso tempo meglio tollerata. Un dato interessante è che un notevole miglioramento del quadro clinico si realizza anche nei pazienti di “controllo” trattati con una forma meno invasiva di agopuntura, con aghi infissi superficialmente in punti non individualizzati sul quadro clinico presentato dal paziente (cosiddetta “agopuntura sham”). Questo elemento è a detta degli stessi autori di difficile interpretazione e potrebbe risentire di aspetti metodologici intrinseci alla ricerca clinica (Linde et al, 2009a). L’efficacia del trattamento “sham” (o “falsa agopuntura”) è un evento che si verifica abbastanza spesso negli studi clinici sull’agopuntura specialmente nella terapia del dolore; ne presenteremo più avanti alcuni elementi interpretativi. Per quanto riguarda l’emicrania, sebbene un discreto numero di studi singoli riporti una superiorità dell’agopuntura vera rispetto alla sham, quando questi vengono metanalizzati nel loro complesso, non esiste ancora una dimostrazione di superiorità di un trattamento sull’altro. Contestualmente, l’analisi combinata degli studi che hanno confrontato l’agopuntura con i trattamenti farmacologici consolidati per l’emicrania, ha dimostrato una significativa superiorità dell’agopuntura rispetto ai farmaci (Linde et al, 2009a).

 

Cefalea di tipo tensivo

Agopuntura e cefalea di tipo tensivo

Agopuntura e cefalea di tipo tensivo

I pazienti affetti da cefalea di tipo tensivo presentano un dolore tipicamente bilaterale, a carattere oppressivo, tensivo o distensivo, di intensità lieve-moderata e che in genere non è aggravato dall’attività fisica o da altri fattori esterni. Gli attacchi sono spesso sporadici, con un dolore della durata di circa 4-6 ore. L’agopuntura è un trattamento da tempo molto utilizzato per questo disturbo e già nella precedente Cochrane review si asseriva che le prove di efficacia erano promettenti, anche se ancora non conclusive. La revisione del 2009 conclude invece che, sulla base di 6 nuovi studi inclusi nell’analisi, l’agopuntura può essere considerata un utile strumento terapeutico per i pazienti affetti da cefalea di tipo tensivo. A differenza dell’emicrania, in questo caso la “agopuntura vera”, effettuata cioè secondo i criteri della Medicina Tradizionale Cinese, con trattamenti individualizzati sul singolo paziente, si è dimostrata significativamente superiore alla ”agopuntura sham” utilizzata come gruppo di controllo. In sintesi, i pazienti che hanno fatto agopuntura hanno presentato attacchi di cefalea con una probabilità da 3 a 4 volte inferiore rispetto a chi non aveva fatto alcuna agopuntura e con una probabilità 1,2 volte inferiore rispetto a chi aveva fatto il trattamento di tipo sham. In pratica fare un trattamento “minimo” con infissione di aghi superficiali e non individualizzati apporta già un certo beneficio alla cefalea di tipo tensivo, fare un trattamento con vera agopuntura individualizzata apporta un beneficio significativamente superiore (Linde et al, 2009b). Come abbiamo visto ciò non avviene invece nell’emicrania, per la quale l’agopuntura vera, sebbene in genere superiore alla sham, non lo è stata a un livello statisticamente significativo.

Agopuntura “falsa” e gruppo di controllo

Il problema della scelta del gruppo di controllo negli studi clinici sull’agopuntura per il trattamento delle cefalee è stato ampiamente analizzato, con il panorama degli studi che presenta risultati a volte contrastanti. In genere l’agopuntura tradizionale risulta quasi sempre efficace nel trattamento delle cefalee, ma risultano spesso efficaci anche i trattamenti minimamente invasivi utilizzati come controllo. E’ attualmente opinione diffusa che i grandi studi clinici multicentrici randomizzati non siano la metodica più adeguata per studiare gli effetti aspecifici della agopuntura (Vannacci, 2009). Tali effetti sono infatti presenti anche nei trattamenti cosiddetti falsi, e la loro rilevanza potrebbe essere amplificata dal confronto con un trattamento di agopuntura “vera”, ridotto però ai minimi termini per necessità di standardizzazione. Appaiono essere invece più adeguati a questi fini piccoli studi sperimentali mono- o pauci-centrici, nei quali l’individualizzazione e l’omogeneità del trattamento con agopuntura vera possono essere maggiormente garantiti. A questo proposito segnaliamo i risultati di due recenti studi condotti su campioni relativamente piccoli in due particolari setting sperimentali.

Cefalea e laser-agopuntura nei bambini

Il primo di essi è stato realizzato in Germania in due gruppi di 22 e 21 bambini affetti da emicrania o cefalea di tipo tensivo con una terapia individualizzata secondo i criteri della medicina tradizionale cinese per mezzo di laser-agopuntura (fascio di luce invisibile).

Agopuntura laser e cefalea nei bambini

I bambini del gruppo di controllo erano invece trattati con una metodica del tutto simile nelle apparenze, ma condotta utilizzando un apparecchio laser falso, non in grado di emettere una radiazione di intensità sufficiente a stimolare la cute. Appare evidente che con questo genere di disegno sperimentale sia il paziente, sia il medico possono operare in condizioni di cecità, evidenziando il più possibile le differenze tra gli effetti placebo della terapia e quelli specifici. In questo studio la vera laser-agopuntura si è dimostrata estremamente più efficace del falso trattamento (assimilabile in toto al solo effetto placebo) con risultati talmente divergenti tra i due gruppi da aver indotto gli sperimentatori a interrompere lo studio dal momento che non appariva etico proseguire con tali significative differenze tra i due gruppi. È interessante notare come un effetto placebo si sia effettivamente registrato nel gruppo di controllo, ma questo sia stato di entità estremamente inferiore al gruppo trattato con vera laser-agopuntura. L’effetto placebo si è inoltre manifestato con una tempistica particolare, essendosi registrata nel gruppo di controllo una lieve (non significativa) diminuzione dei parametri valutati (numero di attacchi cefalalgici al mese, intensità del dolore ecc. ecc.) nelle prime quattro settimane di trattamento, effetto rapidamente diminuito nel periodo successivo e scomparso a 9 settimane di trattamento. Al contrario, nel gruppo trattato con vera laser-agopuntura l’effetto è stato immediato e continuamente progressivo con una diminuzione significativa dei parametri studiati fin dalla prima settimana, mantenuto fino alla sedicesima settimana (Gottschling et al., 2007).

Cefalea e agopuntura sham

Agopuntura e cefalea

Agopuntura e cefalea

Un altro studio interessante a questi fini è stato condotto in una clinica universitaria spagnola. Gli autori hanno studiato due gruppi di pazienti affetti da emicrania, trattati per 3 mesi con agopuntura tradizionale cinese (trattamento individualizzato su ogni paziente) oppure con una agopuntura sham minimamente invasiva. L’agopuntura vera si è dimostrata più efficace della agopuntura sham nell’end point primario (diminuzione del 50% della frequenza degli attacchi) ed in una serie di end point secondari, tra i quali la percentuale di pazienti con una riduzione di almeno il 40% della frequenza degli attacchi, la durata totale del dolore, il numero totale di giorni con emicrania. Il dato interessante è che la vera agopuntura è risultata nettamente superiore al trattamento sham soprattutto nei primi 3 mesi di terapia. A partire dal terzo mese, le differenze sono diminuite (in termini di significatività statistica) poiché il gruppo sham ha cominciato a presentare una efficacia maggiore (Ecrim-Andrade et al., 2008).

Conclusioni

In conclusione l’esame di questi studi ci fa capire come l’agopuntura sia un trattamento sicuro e di dimostrata efficacia nella cefalea (in particolare emicrania e cefalea di tipo tensivo), sebbene gli effetti aspecifici di questa terapia siano ancora in gran parte da studiare. In particolare, il trattamento in sé possiede un certo effetto placebo (indipendente dalla stimolazione della cute, ma attribuibile al contesto in senso generale) che sembra essere immediato e massimo nelle prime settimane. Gli effetti aspecifici (presenti nei trattamenti sham, con infissione superficiale della cute, in punti non individualizzati sul paziente) appaiono invece essere sufficienti a determinare una buona riduzione della sintomatologia cefalalgica (spesso tuttavia inferiore a quella della vera agopuntura individualizzata); tali effetti aspecifici divengono particolarmente evidenti dopo il terzo mese di trattamento. Appare a nostro parere interessante la possibilità di studiare in setting clinico-sperimentali tali effetti, che non possono essere correttamente soppesati in grossi studi multicentrici, per la realizzazione dei quali è necessaria una standardizzazione sia della “vera” che della “falsa” agopuntura, tale da comprometterne l’individualizzazione e la riproducibilità dei trattamenti (Vannacci, 2008). Un piccolo studio monocentrico, realizzato da un numero limitato di professionisti agopuntori dalla tecnica omogenea può essere invece maggiormente in grado di preservare la qualità del trattamento “vero” e l’omogenetà del trattamento “falso”, evidenziando quindi in maniera significativa le eventuali differenze presenti tra i due gruppi. Federazione Italiana delle Società di Agopuntura - FISALeggi la posizione ufficiale della Federazione Italiana delle Società di Agopuntura sull’efficacia dell’agopuntura nella cefalea.

Bibliografia

Alecrim-Andrade J, Maciel-Junior J A, Carne X, Severino Vasconcelos G M, Correa-Filho H R. Acupuncture in Migraine Prevention: A Randomized Sham Controlled Study With 6-months Posttreatment Follow-up. Clin J Pain 2008; (24): 98-105. Visualizza abstract Gottschling S, Meyer S, Gribova I, Distler L, Berrang J, Gortner L, Graf N, Shamdeen M G. Laser acupuncture in children with headache: A double-blind, randomized, bicenter, placebo-controlled trial. Pain 2007. Visualizza abstract Linde K, Allais G, Brinkhaus B, Manheimer E, Vickers A, White AR. Acupuncture for migraine prophylaxis. Cochrane Database of Systematic Reviews 2009, Issue 1. Art.No.: CD001218. DOI: 10.1002/14651858.CD001218.pub2. Visualizza abstract Linde K, Allais G, Brinkhaus B, Manheimer E, Vickers A, White AR. Acupuncture for tension-type headache. Cochrane Database of Systematic Reviews 2009, Issue 1. Art. No.: CD007587. DOI: 10.1002/14651858.CD007587. Visualizza abstract Vannacci A. L’importanza del gruppo di controllo negli studi sulle cefalee. Riv It Med Cin; 111, 2008. Ulteriori informazioni Vannacci A. Metodologia della ricerca nelle Medicine non Convenzionali. In: Cipolla, Roberti di Sarsina, Le peculiarità sociali delle medicine non convenzionali, Franco Angeli editore, 2009. Ulteriori informazioni

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Integrative Oncology - Cassileth, Vannacci, Firenzuoli

B. Cassileth, A. Vannacci, F. Firenzuoli

Questa mattina, nell’Aula Magna della Presidenza della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Firenze, si è tenuto il seminario “Integrative Oncology” tenuto dalla prof.ssa Barrie Cassileth, direttrice del centro di Oncologia Integrativa del Memorial Sloan-Kettering Cancer Center di New York, ospite del Preside della Facoltà, prof Gian Franco Gensini e del Direttore dell’Istituto Toscano Tumori Prof Lucio Luzzatto.

“Siamo molto onorati di poter collaborare con la prof.ssa Cassileth” ha detto il Prof Alessandro Mugelli, ordinario di Farmacologia e moderatore dell’evento “una ricercatrice, una organizzatrice di servizi e una didatta di assoluta eccellenza mondiale. Gli studi che ha coordinato fino ad oggi e di cui ci ha parlato nel suo intervento mostrano come le medicine integrative possano mettersi utilmente al servizio del paziente oncologico, al fianco delle terapie convenzionali, migliorando la qualità della vita e in alcuni casi prolungando la sua sopravvivenza.”

Aggiunge il dott Alfredo Vannacci, ricercatore in Farmacologia e medico esperto in Agopuntura e Fitoterapia:
“Requisito essenziale per proporre queste discipline ai nostri pazienti è la dimostrazione di efficacia e sicurezza secondo i canoni della ricerca medica ufficiale. In quest’ottica la Prof.ssa Cassileth è un esempio per tutti noi, in quanto il suo centro propone numerosi trattamenti un tempo non accreditati, ma oggi dimostrati sicuri ed efficaci, proprio grazie alle ricerche scientifiche condotte.” E’ questo il caso ad esempio del massaggio, della rieducazione nutrizionale e della terapia col movimento nei pazienti oncologici, che appare in grado di prolungare la vita, oppure di numerose terapie integrative come l’agopuntura, giudicata particolarmente efficace in quasi tutte le patologie dolorose in cui è stata studiata.

“Tra i dati emergenti, quelli che interessano maggiormente il nostro gruppo nascente di Medicina Integrativa” continua il Prof Mugelli “sono relativi al potenziale ruolo della musicoterapia, della meditazione e dell’autoipnosi che appaiono oggi sempre più un’utile integrazione alle cure palliative in oncologia”. Conclude il dott Vannacci “Le ultime frontiere della ricerca medica in questo settore sono certamente rappresentate dall’agopuntura e, per alcuni aspetti, dalla fitoterapia. I dati emergenti sul trattamento del linfedema, del dolore neuropatico e della immunodepressione sono infatti estremamente incoraggianti”.

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